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MUSICA JAZZ
di Claudio Sessa
Gli eccezionali risultati ottenuti negli ultimi anni da Stefano Battaglia sono il naturale concretizzarsi di un percorso che si è sviluppato attraverso più di vent’anni di rigorosa ricerca. Dotato di lucidità tecnica superiore, Battaglia ha realizzato in questi anni, grazie a coraggiose e precise scelte estetiche, un corpus musicale che risulta ormai, nel mondo della musica improvvisata e al di là di qualsiasi limite di territorio e linguaggio, fra i più intensi dell’ultimo decennio. L’introspezione e la profondità espressiva non privano la musica di Battaglia di comunicativa. Il nucleo generatore del suo linguaggio è strettamente collegato alla melodia, spesso associato ad altri parametri in un complesso gioco d’intarsi. Battaglia può scivolare con plasticità e flessibiltà tra le varie stagioni della tradizione colta e jazzistica traendo da ciascuna, ciò che gli interessa maggiormente: il contrappunto, la vitalità ritmica del bop, le finezze armoniche tipiche della immaginaria “linea bianca” pianistica LennieTristano-Bill Evans-Paul Bley (per sua stessa ammissione tre grandi modelli per Battaglia), o ancora le ricerche armoniche e timbriche del novecento delle avanguardie europee. Ma sopra tutto, come si diceva, resta la melodia. E nel modo con cui essa è sviluppata si riconoscono da un lato l’originalità con cui Battaglia si relaziona al nucleo profondo della musica, attraverso lo stupore dell’invenzione e a prescindere dal materiale che utilizza per il proprio percorso (volutamente ampio ed eterogeneo), sempre in bilico tra grandi tradizioni e nuove musiche, vicino a quel discrime su cui si sta giocando l’identità e il futuro stesso del jazz.
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